Visualizzazione post con etichetta lyrics. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lyrics. Mostra tutti i post

sabato 18 ottobre 2008

CD Review: Primal Scream - Beautiful Future
























Anche con questo 'Beautiful Future' i Primal Scream, ribadiscono il loro ruolo di illuminati del rock. Dopo il passo falso di 'Riot City Blues' (2006), dove il viale del tramonto sembrava imboccato definitivamente, Bobby Gillespie e soci riescono ancora una volta a cambiare pelle e sorprendere.

Il disco prende immediatamente le distanze dal retro-rock stantio del precedente Lp, rimescolando le carte giocate in passato e rilanciando con un rock imbevuto di elettronica;. 'Beautiful Future' infatti non è un disco di svolta per i Primal Scream, piuttosto un sunto di quanto fatto in venti anni di continuo trasformismo e repentine mutazioni. C’è il pop, l'elettronica, il gospel, il punk al punto che negli ingredienti non mancare proprio nulla. In questo pignattone il singolo 'Can’t Go Back' è un grande attestato di salute, che fotografa un gruppo aggressivo che fa di tutto per mostrare i denti.

Il disco parte in quinta con il boogie della title track, arrangiato con pianoforte, chitarre dure, alla Rolling Stones. 'Uptown', melodia, basso dub e archi: perfetta. Altre perle sono 'I Love To Hurt (You Love To Be Hurt)' la ballata 'Beautiful Summer', che metta in evidenza l'abilità di Gillespie come arrangiatore.

Il disco prodotto da Paul Epworth (Bloc Party) e Bjorn Yttling, funziona molto bene, suonando potente, solido e dimostrando le grandi risorse di una band che dopo venti anni è ancora qui a dire la sua!!

Include il singlolo 'Can't Go Back' e alcune importanti guest: Lovefoxx dei (CSS), Linda Thompson e Josh Homme (Queens Of The Stone Age).

Testi di Primal Scream

Track Listings

1. Beautiful Future
2. Can't Go Back
3. Uptown
4. The Glory Of Love
5. Suicide Bomb
6. Zombie Man
7. Beautiful Summer
8. I Love To Hurt (You Love To Be Hurt)
9. Over & Over
10. Necro Kex Blues
11. The Glory Of Love

Artist: Primal Scream
Title: Beautiful Future
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

venerdì 17 ottobre 2008

CD Review: James Morrison - Songs for You, Truths for Me
























James Morrison, dopo il grande successo con il disco d'esordio 'Undiscovered' pubblica l'album della conferma; "Songs for You, Truths for Me".

Con in tasca le credenziali come 'miglior solista maschile ai Brit Award del 2006', e aver venduto alcuni milioni di copie in tutto il mondo con il primo album 'Undiscovered', James Morrison dopo due anni di gestazione pubblica il disco della conferma; 'Songs For You, Truths For Me' dove proverà a bissare il precedente fortunato album.

Nel cd 'dodici tracce tra divise tra (pop e r&r) James Morrison con la sua bella voce roca (molto vicina in certi momenti a Rod Stewart) ricama una serie di canzoni - si di facile presa, dove spicca il singolo 'Make It Real' da tempo in rotation radiofonica - ma curate nei minimi dettagli, dove i suoni (archi, piano wurlitzer, e groove anni 70, ne delineano i contorni).

Un album che si lascia ascoltare con grande semplicità, dove anche gli appassionati della musica soul-r&b troveranno buone canzoni per soddisfare il loro palato fine. Su tutte l'introduttiva 'The Only Night', il singolo 'You Make It Real' e 'Nothing Ever Hurt Like You'. L'album contiene nella tracklist anche un duetto con la cantante Nelly Furtado, 'Broken Strings'.

Track Listings

1. The Only Night
2. Save Yourself
3. You Make It Real
4. Please Don't Stop The Rain
5. Broken Strings - feat. Nelly Furtado
6. Nothing Ever Hurt Like You
7. Once When I Was Little
8. Precious Love
9. If You Don't Wanna Love Me
10. Fix The World Up For You
11. Dream On Hayley
12. Love Is Hard

Artist: James Morrison
Title: Songs for You, Truths for Me
Genre: Pop, R&b
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di James Morrison

CD Review: Meg - Psychodelice
























L’eclettismo è una dote che fa parte sicuramente della personalità di Meg. Dal 2004 la cantante napoletana ha dato vita a una personale carriera solista che l’ha portata a intraprendere un nuovo cammino. Se il precedente lavoro (Meg) aveva mostrato una brillante vena pop, questa volta la cantante napoletana ha cambiato pelle spostando la direzione sull’elettronica. Prodotto in collaborazione con Stefano Fontana, (Stylophonic), questo 'Psychodelice' è un lavoro ambizioso oltre che ben realizzato.

Il disco (dieci tracce) apre con 'Distante' una giostra elettronica, che intreccia melodia e psichedelica insiene. In 'E’ troppo facile' il piano guida gli efficaci beat, dove Meg fa brillare il suo timbro solare. In 'Napoli città aperta' (sua città natale) è un inno elettrico di riscossa per una città travagliata, un omaggio a una terra che non è solo quella descritta quotidianamente dai media.

Tre brani sono cantati in inglese: 'Laptop Love', 'Promises' e 'Running Fast' esperimenti tutto sommato riusciti, e forse messi in atto per aprire palcoscenici europei. Interessante quindi la nuova direzione intrapresa dalla cantante partenopea. Forse la strada è quella giusta, di sicuro, una ventata di novità per lo stantio pop italiano.

Tracks List:

01.Distante
02.E’troppo facile
03.Succhio luce
04.Napoli città aperta
05.Pandora
06.Impossibile trasmissione
07.Laptop love
08.Promises
09.Running fast
10.Permesso?

Artist: Meg
Title: Psychodelice
Genre: electro-pop
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Meg

CD Review: Jakob Dylan - Seeing Things























Ci sono voluti oltre quindici anni a Jakob Dylan, per decidere di camminare con le sue sole gambe. Dopo aver guidato per cinque album i Wallflowers, per l’ultimogenito di Bob Dylan è giunto il momento di intraprendere la strada in solitudine.

Grazie all'aiuto di un grande produttore come 'Rick Rubin', l’esordio solista di Jakob Dylan ci introduce in uno spazio intimo e confidenziale, dove ogni arpeggio suona nitido e concreto, ed ogni singola nota cantata come una confessione. Il modello è senza troppi misteri quello dello Springsteen acustico, e Jakob Dylan ne segue le orme con totale umiltà, lasciando da parte il lato più appariscente del suo passato pop-rock per legarsi alla tradizione roots americana. Il risultato è una genuina prova di cantautorato roots, che solo in poche occasioni riesce a spingersi oltre i confini dell’omaggio ai canoni del genere.

Jakob Dylan scrive il suo classico con 'Something Good This Way Comes', si addentra nel folk con 'Evil Is Alive And Well', mentre in 'I Told You I Couldn’t Stop' si insinuano sottili inquietudini. Il suo vero talento però si mette in mostra nelle ballate 'Valley Of The Low Sun' e 'On Up The Mountain'. Ma il meglio è nella conclusiva 'This End Of The Telescope' un piccolo gioiello.

Track Listings

1. Evil Is Alive And Well
2. Valley Of The Low Sun
3. All Day And All Night
4. Everybody Pays As They Go
5. Will It Grow
6. I Told You I Couldn't Stop
7. War Is Kind
8. Something Good This Way Comes
9. Up On The Mountain
10. This End Of The Telescope

Artist: Jakob Dylan
Title: Seeing Things
Genre: Songwriter
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Jakob Dylan

CD Review: The Fratellis - Here We Stand























Dopo il successo multimilionario di 'Costello Music', fortunatissimo e scaltro blockbuster da manuale dell’industria musicale inglese, ecco arrivare questo nuovo 'Here We Stand' per i giovanissimi The Fratellis. E per tagliare subito la testa al toro e mettere le mani avanti, affermiamo che il nuovo album della band di Glasgow altro non è che una riesecuzione (ri-arrangiata) del disco che lo ha preceduto, priva però di potenziali singoli a presa istantanea che possano in qualche modo alzarne le quotazioni.

In 'Here We Stand' passa un po’ di tutto: molto glam, con schitarrate possenti di scuola Slade-Status Quo e rintocchi di grancassa schioccanti come zatteroni 'My Friedn John', Shameless, ma anche una passione smodata e sincera per un’idea di classic rock 'A Heady Tale' ricorda 'Simpathy For The Devil' degli Stones, mentre 'Babydoll' sembra una canzone lasciata nel cassetto dai (Creedence Clearvater Revival).

È difficile prevedere se questo cd venderà o meno. Rimane comunque un disco ben realizzato e piacevole, anche se il contenuto è già stato fatto e rifatto, sentito e strasentito.

Track Listings

1. My Friend John
2. A Heady Tale
3. Shameless
4. Look Out Sunshine!
5. Stragglers Moon
6. Mistress Mabel
7. Jesus Stole My Baby
8. Baby Doll
9. Tell Me A Lie
10. Acid Jazz Singer
11. Lupe Brown
12. Milk & Money

Artist: The Fratellis
Title: Here We Stand
Genre: Pop, Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di The Fratellis

giovedì 16 ottobre 2008

CD Review: Bob Dylan - The Bootleg Series Vol. 8: Tell Tale Signs - Rare and Unreleased 1989-2006





















Bob Dylan, rovista ancora nei suoi archivi e confeziona con una manciata di canzoni un album doppio; 'Tell Tales Signs - The Bootleg Series Vol. 8'. Del progetto è previsa anche un'emissione il vinile.

Forse dimenticate, o forse non all'altezza di tante altre, o semplicemente poco indicate per i dischi per cui erano state pensate. Difatto stà che questi 27 brani danno vita a 'Tell Tales Signs - The Bootleg Series Vol. 8', nei negozi dal 3 ottobre 2008.

Le registrazioni (tutte inedite da studio), abbracciano il periodo 1989-2006, riferito a 'Time Out Of Mind', 'Love And Theft', 'Modern Times' e 'Oh Mercy'. La collection (previsa anche un'emissione il vinile), raccoglie rare outtakes, demos e versioni live, molte mai pubblicate prima. Questi nuovi gioielli ritrovati saranno di sicuro una nuova e succolenta delizia per i fans di Dylan!!

Track Listings

Disc: 1
1. Mississippi
2. Most Of The Time
3. Dignity
4. Someday Baby
5. Red River Shore
6. Tell Ol' Bill
7. Born In Time
8. Can't Wait
9. Everything Is Broken
10. Dreamin' Of You
11. Huck's Tune
12. Marchin' To The City
13. High Water (For Charley Patton)

Disc: 2
1. Mississippi (1)
2. 32 20 Blues
3. Series Of Dreams
4. God Knows
5. Can't Escape From You
6. Dignity (1)
7. Ring Them Bells
8. Cocaine Blues
9. Ain't Talkin'
10. Girl On The Greenbriar Shore
11. Lonesome Day Blues
12. Miss The Mississippi
13. Lonesome River - Dylan, Bob & Ralph Stanley
14. 'Cross The Green Mountain

Artist: Bob Dylan
Title: The Bootleg Series Vol. 8: Tell Tale Signs - Rare and Unreleased 1989-2006
Genre: Songwriter
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Bob Dylan

mercoledì 15 ottobre 2008

CD Review Pop: Paolo Conte - Psiche























Dopo quattro anni di attesa, ecco il nuovo l'avoro di Paolo Conte: 'Psiche', che più di un album d’inediti, è la conferma del Conte scrittore di canzoni post-Razmataz che ha ritrovato l’entusiasmo di comporre e di inventare storie. Dal punto di vista della scrittura, 'Psiche' ripete il gioco del predecessore: speculare sui temi più cari del cantautore attraverso una sordida revisione di liriche e orchestrazione, ma facendo in modo che il tutto non suoni diverso da un’ipotetica sommatoria delle precedenti opere.

La questione è chiara già dall’avvio lento della title track, un adagio jazzy da piano-bar che incornicia un ermetico motto poetico, ma anche nella spenta ballata di 'Intimità', nella convenzionale 'L’amore Che' e in 'Coup de Theatre' (una revisione di 'Max'). La consueta classe si ammira in ''
, un ritorno alle atmosfere più impalpabili di 'Paris Milonga', con piano e synth irrequieti, e nello swing-rock con coro e ottoni di 'Silver Fox'. 'Bella Di Giorno', dall’andatura a mo’ di valzer parigino suonato per sola elettronica (senza piano), e 'Leggenda E Popolo', ancor più sospesa (e inconsistente), riprendono la linea impalpabile di 'Big Bill'.

Nuovi auto-tributi coinvolgono “Velocità silenziosa” (una cavalcata stride che è la prima rimembranza del suo vecchio amore dai tempi di “Diavolo rosso”, la bicicletta) e il dimesso boogie orchestrale di “Così o non così”, quasi uno scarto di “Parole d’amore scritte a macchina”. Invece, fattori di novità stanno nella brass band brasileira di “Danza della vanità”, nel soul-gospel “Il quadrato e il cerchio”, nel tributo al suo allievo Vinicio Capossela di “Ludmilla” e nella drum machine della debole “Omicron”.

Ottimi gli arrangiamenti con un fastoso uso di elettronica, come a voler questa volta perdere il passo con i tempi.

Testi di Paolo Conte

Track Listings

01.Psiche
02.Il quadrato e il cerchio
03.Intimità
04.Big Bill
05.L’amore che
06.Silver Fox
07.Bella di giorno
08.Velocità silenziosa
09.Omicron
10.Ludmilla
11.Leggenda e popolo
12.Danza della vanità
13.Coup de Theatre
14.Così o non così
15.Berlino


Artist: Paolo Conte
Title: Psiche
Genre: Songwriter
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Paolo Conte

Official Website

CD Review: James Taylor - Covers























"Covers", un American Songbook che ripercorre l'America attraverso canzoni di altri artisti; (Buddy Holly, The Dixie Chicks, The Temptations, Leonard Cohen, e Eddie Cochran), che James Taylor reinterpretata facendole sue.

Guardando indietro nella sua discografia, scopriamo che i più grandi hits del cantautore americano sono state cover. Da "You've Got a Friend", "How Sweet it Is", "Up On the Roof" a "Handyman", Taylor si è sempre interessato alla musica altrui. Ora con "Covers" rafforza questa sua propensione facendone un album intero.

Registrato dal vivo con la band nella sua sala prove (un fienile nel Massachusetts) e successivamente trasformato in un album da studio, Covers è un tesoro di canzoni che Taylor ha sempre eseguito dal vivo nel corso degli anni, ma mai registrate.

Si tratta di un American Songbook in piena regola con canzoni rese famose da artisti come (Buddy Holly, The Temptations, Leonard Cohen con Suzanne, George Jones e la Summertime Blues di Eddie Cochran), che James Taylor reinterpretata magistralmente facendole sue.
In uscita il (30 Settembre 2008)

Track Listings

1. It's Growing
2. (I'm A) Road Runner
3. Wichita Lineman
4. Why Baby Why
5. Some Days You Gotta Dance
6. Seminole Wind
7. Suzanne
8. Hound Dog
9. Sadie
10. On Broadway
11. Summertime Blues
12. Not Fade Away

Artist: James Taylor
Title: Covers
Genre: Country, Pop,Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di James Taylor

Official Website

CD Review: MGMT - Oracular Spectacular























Si sta facendo un gran parlare in rete di questo nuovo gruppo gli MGMT, costituito da due simpatici e giovani freakettoni originari del Connecticut. L’esordio discografico 'Oracular Spectacular' è stato da poco distribuito in Europa e, dopo aver ottenuto ottimi riscontri in Inghilterra, si appresta ora a conquistare le più importanti ribalte internazionali, aiutato anche dalla spinta promozionale della Columbia.
La produzione del lavoro è stata affidata ad un veterano del pop indipendente statunitense,(Dave Fridman), e sul disco infatti, aleggia l’ombra dei Flaming Lips, Mercury Rev.

La principale novità del cd è nelle sfumature apertamente elettro-pop che questi MGMT riescono a innestare all’interno di un tessuto sonoro vivacemente psichedelico e neo-freak. La prima metà dell'album è quella in cui tendono a prevalere i pezzi più ritmati e dalla maggiore propensione dancereccia. A spiccare sulle altre sono soprattutto l’ormai famosa 'Time To Pretend', con un giro di synth davvero irresistibile. 'Kids' poi è ancora più contagiosa. Anche se il pezzo più estremo è 'Electric Feel', in cui si assiste a un vero e proprio cortocircuito temporale in cui Chic, Prince, Rod Stewart e Michael Jackson si mettono a jammare, fingendo di essere i Bee Gees. Con '4TH Dimensional Transistion' il disco imbocca un binario più mistico, e il suono si arricchisce di digressioni dal tenore vagamente orientaleggiante.

Un disco dove la trasversalità, e il totale menefreghismo per divisioni di genere, di scuola, sono il valore aggiunto. Ma finché i risultati sono questi, ben vengano altri MGMT.

Track Listings

1. Time To Pretend
2. Weekend Wars
3. Youth
4. Electric Feel
5. Kids
6. 4th Dimensional Transition
7. Pieces Of What
8. Of Moons Birds And Monsters
9. Handshake
10. Future Reflections
11. Electric Feel

Artist: MGMT
Title: Oracular Spectacular
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di MGMT

CD Review: CapaRezza - Le Dimensioni Del Mio Caos























Le Dimensioni Del Mio Caos, è il nuovo album di CapaRezza.
il disco si presenta come concept sul Sessantotto, e si traduce in una serie di raccordi parlati tra una traccia e l'altra - del tutto però pretestuosi - visto che le canzoni non hanno alcuna attinenza reciproca.

CapaRezza sembra più che altro interessato a invettive di stampo grillino in cui lo sdegno offusca buona parte dell'autoironia e della verve satirica degli album precedenti. Lo schema regge fintanto che i bersagli sono circoscritti e il taglio resta surreale 'Non mettere le mani in tasca', ma appena assume i toni del sermone diventa facile vittima dei luoghi comuni. In 'Abiura di me' se la prende col disinteresse politico e sociale dei giovani, troppo impegnati con computer e videogame. La canzone è però anche un discreto sfoggio di cultura nerd e lascia qualche dubbio sulla credibilità del rapper come paladino dell'impegno civile.

Molto meglio l'aspetto musicale, dove l'artista mette al bando i sample e chiude col fastidioso stile crossover (Linkin Park/Rage Against The Machine). Non perde però il vizio del ritornello ad effetto che-però-non-c'entra-niente col resto della canzone. 'Vieni a ballare in Puglia' è un lodevole esperimento di commistione taranta-rap.

Un album comunque coraggioso, musicalmente e metricamente complesso ma che risulta efficace. Spiccano un pugno di canzoni su tutte: 'Non mettere le mani in tasca', 'Pimpami la storia' e 'Ilaria condizionata', con tanto di citazione agli Amon Düül e ai Tool.

Track Listings

01.La rivoluzione del Sessintutto
02.Ulisse (You Listen)
03.Non mettere le mani in tasca
04.Pimpami la storia
05.Ilaria condizionata
06.La grande opera
07.Vieni a ballare in puglia
08.Abiura di me
09.Cacca nello spazio
10.Il circo delle pantegane
11.Eroe (Storia di Luigi Delle Bicocche)
12.Bonobo Power

Artist: CapaRezza
Title: Le Dimensioni Del Mio Caos
Genre: Hip-Hop, Rap-Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di CapaRezza

CD Review: Brett Anderson - Wilderness























A un anno di distanza dal precedente, omonimo, esordio solista, si rifà vivo Brett Anderson (ex Suede) con 'Wilderness'. Questo nuovo lavoro va preso per quello che è: una raccolta di ballate introspettive dal profilo piuttosto defilato, che raccontano di un autore ormai interamente proiettato in una fase creativa che sembra non nutrire alcuna ambizione particolare.

Canzoni scritte più per sé che per un eventuale uditorio, visto che verosimilmente avranno una circolazione piuttosto limitata al di fuori della cerchia degli estimatori della prima ora.

Nel complesso 'Wilderness', considerata anche la sua brevità, risulta più compatto e coeso del suo predecessore e può contare su una manciata di pezzi piuttosto intensi che ne rendono più incisivo l’ascolto. Il singolo 'Back To You', ad esempio, in duetto con l’attrice francese Emmanuelle Seigner è particolarmente efficace. Buone anche 'Blessed', 'Clowns', l’iniziale 'A Different Place' e 'Funeral Mantra', dal taglio più operistico, e con tutta probabilità uno dei pezzi più pregiati della collezione.

Il disco si pone a metà strada tra un Rufus Wainwright e Damien Rice, senza avere però l’estro esuberante del primo, e la poesia fantasticante del secondo.

Track Listings:

1. A Different Place
2. The Empress
3. Clowns
4. Chinese Whispers
5. Blessed
6. Funeral Mantra
7. Back To You
8. Knife Edge
9. P. Marius

Artist: Brett Anderson
Title: Wilderness
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD


Testi di Brett Anderson

CD Review: Beck - Modern Guilt
























Si può parlare male dell'ultimo disco di Beck? Bè... come si può non considerare il suo glorioso passato!. Allora cerchiamo d'essere obbiettivi e diciamo che in 'Modern Guilt' manca qualcosa. Beck ci aveva abituato bene in passato, e questo 'Modern Guilt' (pur non essendo brutto) non convince pienamente.

In 'Modern Guilt' Beck ripete la sua lezione da maestro senza però trovare il guizzo davvero sorprendente, mantenendo però sempre ben nutrito il suo talento per il mix musicale post-tutto ma lasciando in ombra i veri bagliori di quel suo immenso tesoro.

L’iniziale 'Orphans' spazia tra le solite uscite acustiche, sempre molto ben congegnate, e la prosecuzione delle atmosfere seventies del precedente album. La veloce 'Gamma Ray' è un piacevole pop d’autore, ma niente di più. Meglio le intuizioni blues e funk della title track 'Modern Guilt', certamente il brano più ballabile dell’album con delle belle frasi di chitarra e un pianoforte assassino.

Il resto dell’album non spicca, non trascina, non resta impresso. Stavolta Mr Beck Hansen non ha fatto centro.

Track Listings

1. Orphans
2. Gamma Ray
3. Chemtrails
4. Modern Guilt
5. Youthless
6. Walls
7. Replica
8. Soul of a Man
9. Profanity Prayers
10. Volcano

Artist: Beck
Title: Modern Guilt
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Beck

CD Review: Ani DiFranco - Red Letter Year
























I lavori di 'Ani Di Franco' andrebbero solo annunciati, magari elencati, di certo non recensiti. Chi la ama sa già cosa aspettarsi, tutti gli altri cercano solo un pertugio che consenta loro di penetrare nel suo mondo di operosa artista a 360°.

I meriti di questa artista, sono nei milioni di copie vendute senza mai passare per i canali della grande distribuzione. Trenta gli album pubblicati (diciassette in studio, dodici live e una raccolta) in venti anni di attività. Un vero records!!

In questo 'Red Letter Year' Ani misura i passi con grande attenzione, tra canzoni esili, essenziali e minimaliste performance vocali. Peccato però che il disco non cambi mai passo, e che dietro tanta sobrietà e delicatezza s’avverta un sentore di forte stanchezza. La maggior parte dei pezzi poi, sa di cose già sentite nei suoi album precedenti. Così infatti è nel folk-jazz da camera di “Red Letter Year”, “Landing Gear” e “Star Matter”. Solo in “The Atom” (archi, gong, tamburi) e nella solistica nenia folk di “Way Tight” si aggiunge qualcosa di sostanzioso al suo sterminato canzoniere. Comunque assolta!!
Produce l'album Mike Napolitano. Special guests: Jon Hassell.

Track Listings

1. Red Letter Year
2. Alla This
3. Present/Infant
4. Smiling Underneath
5. Way Tight
6. Emancipated Minor
7. Good Luck
8. The Atom
9. Round A Pole
10. Landing Gear
11. Star Matter
12. Red Letter Year Reprise


Artist: Ani Di Franco
Title: Red Letter Year
Genre: Folk
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Ani Di Franco

sabato 11 ottobre 2008

CD Review: The Pretenders - Break Up The Concrete
























Chrissie Hynde e i suoi 'The Pretenders' si ricorda che il suo mestiere è fare musica e dopo sei anni da alle stampe un nuovo cd; "Break Up The Concrete" dove l'America prende il soppravvento.

Una lunga pausa si è presa Chrissie Hynde dal mondo del rock!!. Sei lunghi anni!!...tanti ne sono passati da 'Loose Screw' datato 2002. Ora arriva questo "Break Up The Concrete" dove Chrissie sembra aver accantonato il pop-rock che delineava i confini della sua musica, spostando la sua attenzione completamente all'America!!!

Saranno appunto quelle sue origini americane, ma tutte le canzoni di questo cd odorano d'oltre oceano. A volte si colorano di country 'One Thing Never Changed' e 'Love's A Mystery', a volte come in 'Boots Of Chinese Plastic' e 'Don't Cut Your Hair' a farla da padrone è il rockabilly.

L'album non è bellissimo. Si c'è l'idea americana, ma manca completamente di mordente, e le canzoni sono leggerine. Anzi troppo leggerine!! Del suo glorioso passato invece rimane ben poco. L'unica nota positiva è sicuramente la sua bella voce, immutata nel tempo e sempre calda con quel suo caratteristico vibrato. Però le canzoni... quelle proprio non ci sono. Delle 11 tracce segnaliamo su tutte; 'Love's A Mystery', 'Almost Perfect' e 'Rosalee' in quest'ultima poi echeggia la lezione impartita negli anni dai Los Lobos.

Track Listings

1. Boots Of Chinese Plastic
2. The Nothing Maker
3. Don't Lose Faith In Me
4. Don't Cut Your Hair
5. Love's A Mystery
6. The Last Ride
7. Almost Perfect
8. You Didn't Have To
9. Rosalee
10. Break Up The Concrete
11. One Thing Never Changed


Artist: The Pretenders
Title: Break Up The Concrete
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Pretenders

Review:
Chrissie Hynde has lived in London for the past three decades, yet Breaking Up the Concrete, her band's ninth album, has deep roots in thorny American '50s rock'n'roll and seditious rockabilly rave-ups. Along with four new Pretenders, she's crafted a statement that's stripped bare and dangerous, just like Hynde herself, who abandons much of her haughty cool to expose some long-concealed wounds as painful as the ones that Janis Joplin unfurled on Pearl.

CD Review: Tina Turner - Tina
























E Tina Turner è sempre Tina Turner!! e allora in attesa del nuovo album previsto per il 2009, ecco arrivare questo "Tina", ennesima compilation, dove il passato miscelato col recente, si mischia al nuovo.

Già della discografia di Tina con Ike, si è fatta manbassa in tutti i modi (all'incirca 250 album). Della sua come solista aveva già dato: 'Simply The Best' 1991 e 'All The Best' datato 2004. Ora allora in attesa del nuovo album previsto per il 2009, ecco arrivare questo "Tina", ennesima compilation, dove il passato miscelato col recente, si mischia al nuovo.

Ora ai fedelissimi fans della leonessa dell'r&b si chiede un altro sforzo. E ecco attesa dell'annunciato nuovo album, ecco pubblicata compilation 'Tina' appunto, dove a rendere interessante il tutto ci pensano due nuove tracce; 'It Would Be a Crime' e 'I'm Ready', canzoni che non spostano di una virgola le cose fatte in passato, ma che ci riportano una 'Turner' esattamente come l'avevamo l'asciata (musicalmente parlando). Il resto....qualcosa di vecchio 'River Deep-Mountain High' e 'Nutbrush City Limits', e alcuni grandi hits degli anni 90; 'Steamy Windows', 'Better Be Good to Me', 'What You Get Is What You See e 'What's Love Got to Do with It'.

Della partita anche tre brani dal vivo presi dall'album live 'Tina Live In Europe' del 1988; ''Let's Stay Together' 'I Can't Stand the Rain' e 'Addicted to Love'.

Track Listings

1. Steamy Windows
2. River Deep-Mountain High
3. Better Be Good to Me
4. Acid Queen
5. What You Get Is What You See
6. What's Love Got to Do with It
7. Private Dancer
8. We Don't Need Another Hero (Thunderdome)
9. I Don't Wanna Fight
10. Goldeneye
11. Let's Stay Together [Live]
12. I Can't Stand the Rain [Live]
13. Addicted to Love [Live]
14. Best
15. Proud Mary [1993 Version]
16. Nutbrush City Limits
17. It Would Be a Crime (New track)
18. I'm Ready (New track)

Artist: Tina Turner
Title: Tina
Genre: Pop
Release Year: 2008
Type: Compilation
Audio: CD

Testi di Tina Turner

Review:
Tina Turner's new CD "Tina" is a new collection of some of her previous hits. I'm a huge Tina Turner fan so I was honored to get a chance to review it. The 18 track CD contains 2 bonus tracks that have never been released.

I've been blasting her new CD in my car and at home since I got it. It's good to have my favorite songs on one disk. I can't stop singing the lyrics to "Steamy Windows, "Better Be Good to Me," "What's Love Got to Do With It," "Private Dancer," "We Don't Need Another Hero," "I Can't Stand the Rain," "Addicted to Love," "The Best" and "Proud Mary."

sabato 4 ottobre 2008

CD Review: Todd Rundgren - Arena























Todd Rundgren, 45 anni di illuminata carriera sempre al servizio della musica, pubblica un nuovo cd a suo nome 'Arena', dove il suo (know out) prende forma e diventa un nuovo bellissimo cd.

Cantante, chitarrista e produttore, 'Todd Rundgren' fino dagli esordi con i 'Nazz' nel 1967, passando attraverso l'esperienza con gli 'Utopia' negli anni 70, ad arrivare ai giorni nostri con una sterminata produzione a suo nome, non ha mai dato segni di cedimento. Mai un album di stampo minore (qualsiasi sia stato il genere preso in considerazione), mai musica banale tanto per rispettare un contratto.

Nonostante la notevole mole di lavoro svolta negli anni come produttore (Grand Funk, Hall & Oates, Meat Loaf, sue le chitarre sul capolavoro; Bat out of Hell, e ancora Patti Smith, The Tubes, Tom Robinson Band, XTC, Bad Religion, Cheap Trick, ecc.), ha sempre trovato il tempo per dare un seguito alle sue idee musicali, e così incrementare la sua discografia.

Eccoci quindi al 2008 con questo 'Arena', dove nei 13 brani Rundgren esplora tutto il suo - Know Out - riversandolo nel pop-rock di 'Mercenary', e nel rock-blues di 'Gun', 'Bardo', 'Mountaintop' e 'Weakness'. Notevole la traccia soul di stampo Hall & Oates di 'Courage', e lo space-rock di 'Today'. Un gran bel disco!!!

In uscita il (30 September 2008)

Tracklist:

1. Mad 3:37
2. Afraid 4:54
3. Mercenary 4:05
4. Gun 3:56
5. Courage 3:46
6. Weakness 5:17
7. Strike 3:31
8. Pissin 4:41
9. Today 5:24
10. Bardo 6:15
11. Mountaintop 4:20
12. Panic 3:13
13. Manup 4:00

Artist: Todd Rundgren
Title: Arena
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Official Web site

CD Review: Mogwai - The Hawk Is Howling























L’uscita di 'The Hawk Is Howling' dei Mogwai ci ha indubbiamente colto un po’ di sorpresa!! Primo; perché non si avevano notizie in merito. Secondo; ci si chiedeva se i cinque di Glasgow avessero ancora qualcosa da dire. Il loro cosiddetto post rock è stato infatti sviscerato in tutte le salse assumendo le forme più svariate diventando oramai una realtà ben consolidata.

Ma dal primo ascolto il passato ritorna violentemente. La freschezza di 'Young Team' e la maturità compositiva di Zidane si fondono perfettamente in dieci suite altalenanti tra calme rilassanti e sognanti 'Local Authority' e frenetiche accelerazioni, sporcate addirittura da chitarre sfacciatamente metalliche e tirate all’esasperazione 'Batcat'. Poco da dire insomma, ancora un bel disco.

Track Listings

1. I'm Jim Morrison I'm Dead
2. Batcat
3. Daphne And The Brain
4. Local Authority
5. Sun Smells Too Loud
6. Kings Meadow
7. I Love You I'm Going To Blow Up Your School
8. Scotland's Shame
9. Thank You Space Expert
10. Precipice


Artist: Mogwai
Title: The Hawk Is Howling
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Official Web site

Review:
The latest from Glasgow's post-rock pioneers expounds on the melodic beauty of 2006's Mr Beast. I'm Jim Morrison, I'm Dead - a requiem of lost promise but few regrets - sets the mood, the backward guitar notes slipping and sliding like the Doors singer in his final bath. Masters of the soft/loud dynamic, the band create a wall of sound that reaches beyond the tumultuous guitars, discovering twinkling optimism in fragile instrumentation and sensitive synths. The lyric-free songs are awe-inspiring, yet accessible. The unapologetically heavy rocker Batcat sounds like Loop slugging it out with Slayer, but it's a rare moment of aggression, like the vengeful noise of The Precipice. The Sun Smells Too Loud has more than a whiff of pop about it, and Scotland's Shame sparkles like light bouncing off broken glass. Not so much a progression, then, as an hour-long polishing of Mogwai's new aesthetic.

CD Review: Jessica Simpson - Do You Know























Jessica Simpson, con il nuovo albun 'Do You Know' si getta a piedi uniti sulle orme già tracciate da Faith Hill e Shania Twain!!

Forse cominciava a stare stretto il panorama pop a 'Jessica Simpson', dove la competizione con la nuova generazione di stelline-pop da alta classifica, cominciava ad essere svantaggiosa. E allora eccola calarsi nei panni di perfetta cantante country-pop, con questo nuovo lavoro 'Do You Know' che odora di Nashville.

L'album prodotto dal pluri-premiato Grammy Award songwriter Brett James (Carrie Underwood, Rascal Flatts) e dall'altrettanto decorato John Shanks (Alanis Morissette, Bon Jovi, Keith Urban) è pieno di ottimi brani. Tutte le canzoni sono in pieno tema country, dove si strizza l'occhio a volte un po' alla Twain, a volte un po' alla Hill. Però si sà; di questi tempi in America puntando li, non si sbaglia!!

Jessica nel disco divide le interpretazioni con alcuni dei migliori cantautori di Nashville (Troy Verges, Hillary Lindsey). E ancora più degno di nota è che la title track, 'Do You Know', scritta per lei da una dei suoi idoli: Dolly Parton. E che l'avrebbe mai detto!!!

In uscita a il (9 Settembre, 2008)

Tracklist:

Disc: 1
1. Come on Over
2. Remember That
3. Pray out Loud
4. You're My Sunday
5. Sipping on History
6. Still Beautiful
7. Still Don't Stop Me
8. When I Loved You Like That
9. Might as Well Be Making Love
10. Man Enough
11. Do You Know - feat. Dolly Parton,

Disc: 2
1. Come on Over [DVD]
2. Making of the Video: Come on Over [DVD]

Artist: Jessica Simpson
Title: Do You Know
Genre: Country, Pop, Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Jessica Simpson

Official Web site

Review:
Jessica Simpson' s sixth album and country debut, "Do You Know," forgoes rich storytelling and genuine heart in exchange for pop-driven, nondescript vocal showcases.

Tossing words like "God," "Pray," "Angels" and "Damn" into a lyric pool does not a country song make. Apparently, no one told Simpson, who had a hand in writing every track. A few steel guitars help the mood, but without an everyday-America feel or any real substance to the songs, these tunes feel more like bubblegum love-pop or mainstream radio ballads.
Simpson's thoughts are usually drowned out by heavy musical productions, repetitious choruses, or her own beautiful, but trying-too-hard vocalizations. Reiterating lines like "When I loved you like that," or "Are you man enough?" doesn't make them any more believable or authentic, and it comes across as what it is--filler. It's hard to concentrate on anything but Simpson's singing ability throughout the record, making "Do You Know" seem more like an "American Idol" audition rather than an organic, true-blooded expression.

Although the songwriting is mostly weak, there are a few promising selections. "Remember That" is a catchy girlfriend-to-girlfriend lecture about not going back to a bad man. "Remember how he pushed you in the hallway/just enough to hurt a little bit/Remember the whiskey in his whispers/and the lies that fell so easy from his lips," Simpson wails. And she shines on the hit single "Come On Over," a fast-talking, descriptive plea for company. Closing the album with star-power, Dolly Parton lends lyrics and vocals for the album's title track, a fun, boot-tapping, hand-clapping devotion to love.

"Do You Know" is a sweet, easy-moving collection of songs that never really conjure up any strong emotions. While Simpson has certainly mastered the art of singing, she may need to spend a little more time in Nashville to get some genuine country spirit into her music.

CD Review: Annie Lennox - The Annie Lennox Collection
























Prima compilation ufficiale per l'ex 'Eurythmics' Annie Lennox; "The Annie Lennox Collection" relativa alla sua produzione come solista.

E' passato poco meno di un anno dall'utimo lavoro 'Songs of Mass Destruction' e la Sony pubblica questo 'The Annie Lennox Collection', dove trovano posto tutti i successi della cantante Inglese relativi alla sua personale discografia solista.

Tutte le tracce sono estratte dai suoi 4 lavori come solista, distribuiti dal 1992 al 2007 a partire da 'Diva' del 1992, 'Medusa' 1995, 'Bare' 2003 e l'ultimo 'Songs of Mass Destruction' del 2007 da cui provengono; 'Sing' e 'Dark Road'.

"The Annie Lennox Collection" è una bella raccolta, diciamo.....indispensabile per tutti quelli che dell'ex 'Eurythmics' si fossero (negli ultimi anni) distratti un attimo e persi qualcosa!!

In uscita per il (22 settembre 2008)

1. Little Bird 4:49
2. Walking On Broken Glass 4:10
3. Why 4:53
4. No More "I Love You's" 4:52
5. Precious 4:15
6. A White Shade Of Pale 5:18
7. 1,000 Beautiful Things 3:06
8. Sing 4:20
9. Pavement Cracks 5:09
10. Love Song For A Vampire 4:19
11. Cold 4:28
12. Dark Road 3:50


Artist: Annie Lennox
Title: The Annie Lennox Collection
Genre: Pop
Release Year: 2008
Type: Collection
Audio: CD

Testi di Annie Lennox

Official Web site

martedì 30 settembre 2008

CD Review: Metallica - Death Magnetic
























Con 'Death Magnetic' i Metallica cercano il riscatto dopo anni di oblio creativo, mettendo in gioco un impianto sonoro fatto di esperienza e mestiere.

Principalmente l'album è un autentico e convincente sforzo per ovviare al passo falso di 'St.Anger' e riportare a galla un genere e una band senza eguali. Ascoltando l'album non sarà difficile farsi venire alla mente due dischi come '…And Justice for All' e 'Metallica' (il disco nero) una sintesi tra quei due formidabili lavori. Per un album che si guarda un po’ alle spalle e mettere in gioco una carriera di oltre 25 anni, viene chiamato il migliore produttore in circolazione. Quel Rick Rubin che dove tocca convince.

Il risultato è convincente e Death Magnetic riporta i Metallica alla grande con la potente dignità che il pubblico gli stava chiedendo da molti anni. Le canzoni superano tutte la sufficienza e 'This Was Just Your Life' che apre l’album lo fa in maniera emozionante. 'The End Of The Line' ci riporta a 'Creeping Death' da (…And Justice for All) e più o meno anche tutto quello che segue: 'Broken Beat And Scarred', 'The Day That Never Comes' e 'All Nightmare Long'.

In definitiva 'Death Magnetic' è il disco della rinascita, che suona a meraviglia e per noi.....questo basta ed avanza.

Track Listings

1. That Was Just Your Life
2. The End Of The Line
3. Broken, Beat & Scarred
4. The Day That Never Comes
5. All Nightmare Long
6. Cyanide
7. The Unforgiven III
8. The Judas Kiss
9. Suicide & Redemption
10. My Apocalypse

Artist: Metallica
Title: Death Magnetic
Genre: Metal
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Metallica

Official Web site