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mercoledì 15 ottobre 2008

CD Review Pop: Paolo Conte - Psiche























Dopo quattro anni di attesa, ecco il nuovo l'avoro di Paolo Conte: 'Psiche', che più di un album d’inediti, è la conferma del Conte scrittore di canzoni post-Razmataz che ha ritrovato l’entusiasmo di comporre e di inventare storie. Dal punto di vista della scrittura, 'Psiche' ripete il gioco del predecessore: speculare sui temi più cari del cantautore attraverso una sordida revisione di liriche e orchestrazione, ma facendo in modo che il tutto non suoni diverso da un’ipotetica sommatoria delle precedenti opere.

La questione è chiara già dall’avvio lento della title track, un adagio jazzy da piano-bar che incornicia un ermetico motto poetico, ma anche nella spenta ballata di 'Intimità', nella convenzionale 'L’amore Che' e in 'Coup de Theatre' (una revisione di 'Max'). La consueta classe si ammira in ''
, un ritorno alle atmosfere più impalpabili di 'Paris Milonga', con piano e synth irrequieti, e nello swing-rock con coro e ottoni di 'Silver Fox'. 'Bella Di Giorno', dall’andatura a mo’ di valzer parigino suonato per sola elettronica (senza piano), e 'Leggenda E Popolo', ancor più sospesa (e inconsistente), riprendono la linea impalpabile di 'Big Bill'.

Nuovi auto-tributi coinvolgono “Velocità silenziosa” (una cavalcata stride che è la prima rimembranza del suo vecchio amore dai tempi di “Diavolo rosso”, la bicicletta) e il dimesso boogie orchestrale di “Così o non così”, quasi uno scarto di “Parole d’amore scritte a macchina”. Invece, fattori di novità stanno nella brass band brasileira di “Danza della vanità”, nel soul-gospel “Il quadrato e il cerchio”, nel tributo al suo allievo Vinicio Capossela di “Ludmilla” e nella drum machine della debole “Omicron”.

Ottimi gli arrangiamenti con un fastoso uso di elettronica, come a voler questa volta perdere il passo con i tempi.

Testi di Paolo Conte

Track Listings

01.Psiche
02.Il quadrato e il cerchio
03.Intimità
04.Big Bill
05.L’amore che
06.Silver Fox
07.Bella di giorno
08.Velocità silenziosa
09.Omicron
10.Ludmilla
11.Leggenda e popolo
12.Danza della vanità
13.Coup de Theatre
14.Così o non così
15.Berlino


Artist: Paolo Conte
Title: Psiche
Genre: Songwriter
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Paolo Conte

Official Website

CD Review: James Taylor - Covers























"Covers", un American Songbook che ripercorre l'America attraverso canzoni di altri artisti; (Buddy Holly, The Dixie Chicks, The Temptations, Leonard Cohen, e Eddie Cochran), che James Taylor reinterpretata facendole sue.

Guardando indietro nella sua discografia, scopriamo che i più grandi hits del cantautore americano sono state cover. Da "You've Got a Friend", "How Sweet it Is", "Up On the Roof" a "Handyman", Taylor si è sempre interessato alla musica altrui. Ora con "Covers" rafforza questa sua propensione facendone un album intero.

Registrato dal vivo con la band nella sua sala prove (un fienile nel Massachusetts) e successivamente trasformato in un album da studio, Covers è un tesoro di canzoni che Taylor ha sempre eseguito dal vivo nel corso degli anni, ma mai registrate.

Si tratta di un American Songbook in piena regola con canzoni rese famose da artisti come (Buddy Holly, The Temptations, Leonard Cohen con Suzanne, George Jones e la Summertime Blues di Eddie Cochran), che James Taylor reinterpretata magistralmente facendole sue.
In uscita il (30 Settembre 2008)

Track Listings

1. It's Growing
2. (I'm A) Road Runner
3. Wichita Lineman
4. Why Baby Why
5. Some Days You Gotta Dance
6. Seminole Wind
7. Suzanne
8. Hound Dog
9. Sadie
10. On Broadway
11. Summertime Blues
12. Not Fade Away

Artist: James Taylor
Title: Covers
Genre: Country, Pop,Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di James Taylor

Official Website

CD Review: MGMT - Oracular Spectacular























Si sta facendo un gran parlare in rete di questo nuovo gruppo gli MGMT, costituito da due simpatici e giovani freakettoni originari del Connecticut. L’esordio discografico 'Oracular Spectacular' è stato da poco distribuito in Europa e, dopo aver ottenuto ottimi riscontri in Inghilterra, si appresta ora a conquistare le più importanti ribalte internazionali, aiutato anche dalla spinta promozionale della Columbia.
La produzione del lavoro è stata affidata ad un veterano del pop indipendente statunitense,(Dave Fridman), e sul disco infatti, aleggia l’ombra dei Flaming Lips, Mercury Rev.

La principale novità del cd è nelle sfumature apertamente elettro-pop che questi MGMT riescono a innestare all’interno di un tessuto sonoro vivacemente psichedelico e neo-freak. La prima metà dell'album è quella in cui tendono a prevalere i pezzi più ritmati e dalla maggiore propensione dancereccia. A spiccare sulle altre sono soprattutto l’ormai famosa 'Time To Pretend', con un giro di synth davvero irresistibile. 'Kids' poi è ancora più contagiosa. Anche se il pezzo più estremo è 'Electric Feel', in cui si assiste a un vero e proprio cortocircuito temporale in cui Chic, Prince, Rod Stewart e Michael Jackson si mettono a jammare, fingendo di essere i Bee Gees. Con '4TH Dimensional Transistion' il disco imbocca un binario più mistico, e il suono si arricchisce di digressioni dal tenore vagamente orientaleggiante.

Un disco dove la trasversalità, e il totale menefreghismo per divisioni di genere, di scuola, sono il valore aggiunto. Ma finché i risultati sono questi, ben vengano altri MGMT.

Track Listings

1. Time To Pretend
2. Weekend Wars
3. Youth
4. Electric Feel
5. Kids
6. 4th Dimensional Transition
7. Pieces Of What
8. Of Moons Birds And Monsters
9. Handshake
10. Future Reflections
11. Electric Feel

Artist: MGMT
Title: Oracular Spectacular
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di MGMT

CD Review: CapaRezza - Le Dimensioni Del Mio Caos























Le Dimensioni Del Mio Caos, è il nuovo album di CapaRezza.
il disco si presenta come concept sul Sessantotto, e si traduce in una serie di raccordi parlati tra una traccia e l'altra - del tutto però pretestuosi - visto che le canzoni non hanno alcuna attinenza reciproca.

CapaRezza sembra più che altro interessato a invettive di stampo grillino in cui lo sdegno offusca buona parte dell'autoironia e della verve satirica degli album precedenti. Lo schema regge fintanto che i bersagli sono circoscritti e il taglio resta surreale 'Non mettere le mani in tasca', ma appena assume i toni del sermone diventa facile vittima dei luoghi comuni. In 'Abiura di me' se la prende col disinteresse politico e sociale dei giovani, troppo impegnati con computer e videogame. La canzone è però anche un discreto sfoggio di cultura nerd e lascia qualche dubbio sulla credibilità del rapper come paladino dell'impegno civile.

Molto meglio l'aspetto musicale, dove l'artista mette al bando i sample e chiude col fastidioso stile crossover (Linkin Park/Rage Against The Machine). Non perde però il vizio del ritornello ad effetto che-però-non-c'entra-niente col resto della canzone. 'Vieni a ballare in Puglia' è un lodevole esperimento di commistione taranta-rap.

Un album comunque coraggioso, musicalmente e metricamente complesso ma che risulta efficace. Spiccano un pugno di canzoni su tutte: 'Non mettere le mani in tasca', 'Pimpami la storia' e 'Ilaria condizionata', con tanto di citazione agli Amon Düül e ai Tool.

Track Listings

01.La rivoluzione del Sessintutto
02.Ulisse (You Listen)
03.Non mettere le mani in tasca
04.Pimpami la storia
05.Ilaria condizionata
06.La grande opera
07.Vieni a ballare in puglia
08.Abiura di me
09.Cacca nello spazio
10.Il circo delle pantegane
11.Eroe (Storia di Luigi Delle Bicocche)
12.Bonobo Power

Artist: CapaRezza
Title: Le Dimensioni Del Mio Caos
Genre: Hip-Hop, Rap-Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di CapaRezza

CD Review: Brett Anderson - Wilderness























A un anno di distanza dal precedente, omonimo, esordio solista, si rifà vivo Brett Anderson (ex Suede) con 'Wilderness'. Questo nuovo lavoro va preso per quello che è: una raccolta di ballate introspettive dal profilo piuttosto defilato, che raccontano di un autore ormai interamente proiettato in una fase creativa che sembra non nutrire alcuna ambizione particolare.

Canzoni scritte più per sé che per un eventuale uditorio, visto che verosimilmente avranno una circolazione piuttosto limitata al di fuori della cerchia degli estimatori della prima ora.

Nel complesso 'Wilderness', considerata anche la sua brevità, risulta più compatto e coeso del suo predecessore e può contare su una manciata di pezzi piuttosto intensi che ne rendono più incisivo l’ascolto. Il singolo 'Back To You', ad esempio, in duetto con l’attrice francese Emmanuelle Seigner è particolarmente efficace. Buone anche 'Blessed', 'Clowns', l’iniziale 'A Different Place' e 'Funeral Mantra', dal taglio più operistico, e con tutta probabilità uno dei pezzi più pregiati della collezione.

Il disco si pone a metà strada tra un Rufus Wainwright e Damien Rice, senza avere però l’estro esuberante del primo, e la poesia fantasticante del secondo.

Track Listings:

1. A Different Place
2. The Empress
3. Clowns
4. Chinese Whispers
5. Blessed
6. Funeral Mantra
7. Back To You
8. Knife Edge
9. P. Marius

Artist: Brett Anderson
Title: Wilderness
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD


Testi di Brett Anderson

CD Review: Beck - Modern Guilt
























Si può parlare male dell'ultimo disco di Beck? Bè... come si può non considerare il suo glorioso passato!. Allora cerchiamo d'essere obbiettivi e diciamo che in 'Modern Guilt' manca qualcosa. Beck ci aveva abituato bene in passato, e questo 'Modern Guilt' (pur non essendo brutto) non convince pienamente.

In 'Modern Guilt' Beck ripete la sua lezione da maestro senza però trovare il guizzo davvero sorprendente, mantenendo però sempre ben nutrito il suo talento per il mix musicale post-tutto ma lasciando in ombra i veri bagliori di quel suo immenso tesoro.

L’iniziale 'Orphans' spazia tra le solite uscite acustiche, sempre molto ben congegnate, e la prosecuzione delle atmosfere seventies del precedente album. La veloce 'Gamma Ray' è un piacevole pop d’autore, ma niente di più. Meglio le intuizioni blues e funk della title track 'Modern Guilt', certamente il brano più ballabile dell’album con delle belle frasi di chitarra e un pianoforte assassino.

Il resto dell’album non spicca, non trascina, non resta impresso. Stavolta Mr Beck Hansen non ha fatto centro.

Track Listings

1. Orphans
2. Gamma Ray
3. Chemtrails
4. Modern Guilt
5. Youthless
6. Walls
7. Replica
8. Soul of a Man
9. Profanity Prayers
10. Volcano

Artist: Beck
Title: Modern Guilt
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Beck

CD Review: Ani DiFranco - Red Letter Year
























I lavori di 'Ani Di Franco' andrebbero solo annunciati, magari elencati, di certo non recensiti. Chi la ama sa già cosa aspettarsi, tutti gli altri cercano solo un pertugio che consenta loro di penetrare nel suo mondo di operosa artista a 360°.

I meriti di questa artista, sono nei milioni di copie vendute senza mai passare per i canali della grande distribuzione. Trenta gli album pubblicati (diciassette in studio, dodici live e una raccolta) in venti anni di attività. Un vero records!!

In questo 'Red Letter Year' Ani misura i passi con grande attenzione, tra canzoni esili, essenziali e minimaliste performance vocali. Peccato però che il disco non cambi mai passo, e che dietro tanta sobrietà e delicatezza s’avverta un sentore di forte stanchezza. La maggior parte dei pezzi poi, sa di cose già sentite nei suoi album precedenti. Così infatti è nel folk-jazz da camera di “Red Letter Year”, “Landing Gear” e “Star Matter”. Solo in “The Atom” (archi, gong, tamburi) e nella solistica nenia folk di “Way Tight” si aggiunge qualcosa di sostanzioso al suo sterminato canzoniere. Comunque assolta!!
Produce l'album Mike Napolitano. Special guests: Jon Hassell.

Track Listings

1. Red Letter Year
2. Alla This
3. Present/Infant
4. Smiling Underneath
5. Way Tight
6. Emancipated Minor
7. Good Luck
8. The Atom
9. Round A Pole
10. Landing Gear
11. Star Matter
12. Red Letter Year Reprise


Artist: Ani Di Franco
Title: Red Letter Year
Genre: Folk
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Ani Di Franco

sabato 11 ottobre 2008

CD Review: The Pretenders - Break Up The Concrete
























Chrissie Hynde e i suoi 'The Pretenders' si ricorda che il suo mestiere è fare musica e dopo sei anni da alle stampe un nuovo cd; "Break Up The Concrete" dove l'America prende il soppravvento.

Una lunga pausa si è presa Chrissie Hynde dal mondo del rock!!. Sei lunghi anni!!...tanti ne sono passati da 'Loose Screw' datato 2002. Ora arriva questo "Break Up The Concrete" dove Chrissie sembra aver accantonato il pop-rock che delineava i confini della sua musica, spostando la sua attenzione completamente all'America!!!

Saranno appunto quelle sue origini americane, ma tutte le canzoni di questo cd odorano d'oltre oceano. A volte si colorano di country 'One Thing Never Changed' e 'Love's A Mystery', a volte come in 'Boots Of Chinese Plastic' e 'Don't Cut Your Hair' a farla da padrone è il rockabilly.

L'album non è bellissimo. Si c'è l'idea americana, ma manca completamente di mordente, e le canzoni sono leggerine. Anzi troppo leggerine!! Del suo glorioso passato invece rimane ben poco. L'unica nota positiva è sicuramente la sua bella voce, immutata nel tempo e sempre calda con quel suo caratteristico vibrato. Però le canzoni... quelle proprio non ci sono. Delle 11 tracce segnaliamo su tutte; 'Love's A Mystery', 'Almost Perfect' e 'Rosalee' in quest'ultima poi echeggia la lezione impartita negli anni dai Los Lobos.

Track Listings

1. Boots Of Chinese Plastic
2. The Nothing Maker
3. Don't Lose Faith In Me
4. Don't Cut Your Hair
5. Love's A Mystery
6. The Last Ride
7. Almost Perfect
8. You Didn't Have To
9. Rosalee
10. Break Up The Concrete
11. One Thing Never Changed


Artist: The Pretenders
Title: Break Up The Concrete
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Pretenders

Review:
Chrissie Hynde has lived in London for the past three decades, yet Breaking Up the Concrete, her band's ninth album, has deep roots in thorny American '50s rock'n'roll and seditious rockabilly rave-ups. Along with four new Pretenders, she's crafted a statement that's stripped bare and dangerous, just like Hynde herself, who abandons much of her haughty cool to expose some long-concealed wounds as painful as the ones that Janis Joplin unfurled on Pearl.

sabato 4 ottobre 2008

CD Review: Todd Rundgren - Arena























Todd Rundgren, 45 anni di illuminata carriera sempre al servizio della musica, pubblica un nuovo cd a suo nome 'Arena', dove il suo (know out) prende forma e diventa un nuovo bellissimo cd.

Cantante, chitarrista e produttore, 'Todd Rundgren' fino dagli esordi con i 'Nazz' nel 1967, passando attraverso l'esperienza con gli 'Utopia' negli anni 70, ad arrivare ai giorni nostri con una sterminata produzione a suo nome, non ha mai dato segni di cedimento. Mai un album di stampo minore (qualsiasi sia stato il genere preso in considerazione), mai musica banale tanto per rispettare un contratto.

Nonostante la notevole mole di lavoro svolta negli anni come produttore (Grand Funk, Hall & Oates, Meat Loaf, sue le chitarre sul capolavoro; Bat out of Hell, e ancora Patti Smith, The Tubes, Tom Robinson Band, XTC, Bad Religion, Cheap Trick, ecc.), ha sempre trovato il tempo per dare un seguito alle sue idee musicali, e così incrementare la sua discografia.

Eccoci quindi al 2008 con questo 'Arena', dove nei 13 brani Rundgren esplora tutto il suo - Know Out - riversandolo nel pop-rock di 'Mercenary', e nel rock-blues di 'Gun', 'Bardo', 'Mountaintop' e 'Weakness'. Notevole la traccia soul di stampo Hall & Oates di 'Courage', e lo space-rock di 'Today'. Un gran bel disco!!!

In uscita il (30 September 2008)

Tracklist:

1. Mad 3:37
2. Afraid 4:54
3. Mercenary 4:05
4. Gun 3:56
5. Courage 3:46
6. Weakness 5:17
7. Strike 3:31
8. Pissin 4:41
9. Today 5:24
10. Bardo 6:15
11. Mountaintop 4:20
12. Panic 3:13
13. Manup 4:00

Artist: Todd Rundgren
Title: Arena
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Official Web site

CD Review: Mogwai - The Hawk Is Howling























L’uscita di 'The Hawk Is Howling' dei Mogwai ci ha indubbiamente colto un po’ di sorpresa!! Primo; perché non si avevano notizie in merito. Secondo; ci si chiedeva se i cinque di Glasgow avessero ancora qualcosa da dire. Il loro cosiddetto post rock è stato infatti sviscerato in tutte le salse assumendo le forme più svariate diventando oramai una realtà ben consolidata.

Ma dal primo ascolto il passato ritorna violentemente. La freschezza di 'Young Team' e la maturità compositiva di Zidane si fondono perfettamente in dieci suite altalenanti tra calme rilassanti e sognanti 'Local Authority' e frenetiche accelerazioni, sporcate addirittura da chitarre sfacciatamente metalliche e tirate all’esasperazione 'Batcat'. Poco da dire insomma, ancora un bel disco.

Track Listings

1. I'm Jim Morrison I'm Dead
2. Batcat
3. Daphne And The Brain
4. Local Authority
5. Sun Smells Too Loud
6. Kings Meadow
7. I Love You I'm Going To Blow Up Your School
8. Scotland's Shame
9. Thank You Space Expert
10. Precipice


Artist: Mogwai
Title: The Hawk Is Howling
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Official Web site

Review:
The latest from Glasgow's post-rock pioneers expounds on the melodic beauty of 2006's Mr Beast. I'm Jim Morrison, I'm Dead - a requiem of lost promise but few regrets - sets the mood, the backward guitar notes slipping and sliding like the Doors singer in his final bath. Masters of the soft/loud dynamic, the band create a wall of sound that reaches beyond the tumultuous guitars, discovering twinkling optimism in fragile instrumentation and sensitive synths. The lyric-free songs are awe-inspiring, yet accessible. The unapologetically heavy rocker Batcat sounds like Loop slugging it out with Slayer, but it's a rare moment of aggression, like the vengeful noise of The Precipice. The Sun Smells Too Loud has more than a whiff of pop about it, and Scotland's Shame sparkles like light bouncing off broken glass. Not so much a progression, then, as an hour-long polishing of Mogwai's new aesthetic.

CD Review: Jessica Simpson - Do You Know























Jessica Simpson, con il nuovo albun 'Do You Know' si getta a piedi uniti sulle orme già tracciate da Faith Hill e Shania Twain!!

Forse cominciava a stare stretto il panorama pop a 'Jessica Simpson', dove la competizione con la nuova generazione di stelline-pop da alta classifica, cominciava ad essere svantaggiosa. E allora eccola calarsi nei panni di perfetta cantante country-pop, con questo nuovo lavoro 'Do You Know' che odora di Nashville.

L'album prodotto dal pluri-premiato Grammy Award songwriter Brett James (Carrie Underwood, Rascal Flatts) e dall'altrettanto decorato John Shanks (Alanis Morissette, Bon Jovi, Keith Urban) è pieno di ottimi brani. Tutte le canzoni sono in pieno tema country, dove si strizza l'occhio a volte un po' alla Twain, a volte un po' alla Hill. Però si sà; di questi tempi in America puntando li, non si sbaglia!!

Jessica nel disco divide le interpretazioni con alcuni dei migliori cantautori di Nashville (Troy Verges, Hillary Lindsey). E ancora più degno di nota è che la title track, 'Do You Know', scritta per lei da una dei suoi idoli: Dolly Parton. E che l'avrebbe mai detto!!!

In uscita a il (9 Settembre, 2008)

Tracklist:

Disc: 1
1. Come on Over
2. Remember That
3. Pray out Loud
4. You're My Sunday
5. Sipping on History
6. Still Beautiful
7. Still Don't Stop Me
8. When I Loved You Like That
9. Might as Well Be Making Love
10. Man Enough
11. Do You Know - feat. Dolly Parton,

Disc: 2
1. Come on Over [DVD]
2. Making of the Video: Come on Over [DVD]

Artist: Jessica Simpson
Title: Do You Know
Genre: Country, Pop, Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Jessica Simpson

Official Web site

Review:
Jessica Simpson' s sixth album and country debut, "Do You Know," forgoes rich storytelling and genuine heart in exchange for pop-driven, nondescript vocal showcases.

Tossing words like "God," "Pray," "Angels" and "Damn" into a lyric pool does not a country song make. Apparently, no one told Simpson, who had a hand in writing every track. A few steel guitars help the mood, but without an everyday-America feel or any real substance to the songs, these tunes feel more like bubblegum love-pop or mainstream radio ballads.
Simpson's thoughts are usually drowned out by heavy musical productions, repetitious choruses, or her own beautiful, but trying-too-hard vocalizations. Reiterating lines like "When I loved you like that," or "Are you man enough?" doesn't make them any more believable or authentic, and it comes across as what it is--filler. It's hard to concentrate on anything but Simpson's singing ability throughout the record, making "Do You Know" seem more like an "American Idol" audition rather than an organic, true-blooded expression.

Although the songwriting is mostly weak, there are a few promising selections. "Remember That" is a catchy girlfriend-to-girlfriend lecture about not going back to a bad man. "Remember how he pushed you in the hallway/just enough to hurt a little bit/Remember the whiskey in his whispers/and the lies that fell so easy from his lips," Simpson wails. And she shines on the hit single "Come On Over," a fast-talking, descriptive plea for company. Closing the album with star-power, Dolly Parton lends lyrics and vocals for the album's title track, a fun, boot-tapping, hand-clapping devotion to love.

"Do You Know" is a sweet, easy-moving collection of songs that never really conjure up any strong emotions. While Simpson has certainly mastered the art of singing, she may need to spend a little more time in Nashville to get some genuine country spirit into her music.

CD Review: Annie Lennox - The Annie Lennox Collection
























Prima compilation ufficiale per l'ex 'Eurythmics' Annie Lennox; "The Annie Lennox Collection" relativa alla sua produzione come solista.

E' passato poco meno di un anno dall'utimo lavoro 'Songs of Mass Destruction' e la Sony pubblica questo 'The Annie Lennox Collection', dove trovano posto tutti i successi della cantante Inglese relativi alla sua personale discografia solista.

Tutte le tracce sono estratte dai suoi 4 lavori come solista, distribuiti dal 1992 al 2007 a partire da 'Diva' del 1992, 'Medusa' 1995, 'Bare' 2003 e l'ultimo 'Songs of Mass Destruction' del 2007 da cui provengono; 'Sing' e 'Dark Road'.

"The Annie Lennox Collection" è una bella raccolta, diciamo.....indispensabile per tutti quelli che dell'ex 'Eurythmics' si fossero (negli ultimi anni) distratti un attimo e persi qualcosa!!

In uscita per il (22 settembre 2008)

1. Little Bird 4:49
2. Walking On Broken Glass 4:10
3. Why 4:53
4. No More "I Love You's" 4:52
5. Precious 4:15
6. A White Shade Of Pale 5:18
7. 1,000 Beautiful Things 3:06
8. Sing 4:20
9. Pavement Cracks 5:09
10. Love Song For A Vampire 4:19
11. Cold 4:28
12. Dark Road 3:50


Artist: Annie Lennox
Title: The Annie Lennox Collection
Genre: Pop
Release Year: 2008
Type: Collection
Audio: CD

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martedì 30 settembre 2008

CD Review: Metallica - Death Magnetic
























Con 'Death Magnetic' i Metallica cercano il riscatto dopo anni di oblio creativo, mettendo in gioco un impianto sonoro fatto di esperienza e mestiere.

Principalmente l'album è un autentico e convincente sforzo per ovviare al passo falso di 'St.Anger' e riportare a galla un genere e una band senza eguali. Ascoltando l'album non sarà difficile farsi venire alla mente due dischi come '…And Justice for All' e 'Metallica' (il disco nero) una sintesi tra quei due formidabili lavori. Per un album che si guarda un po’ alle spalle e mettere in gioco una carriera di oltre 25 anni, viene chiamato il migliore produttore in circolazione. Quel Rick Rubin che dove tocca convince.

Il risultato è convincente e Death Magnetic riporta i Metallica alla grande con la potente dignità che il pubblico gli stava chiedendo da molti anni. Le canzoni superano tutte la sufficienza e 'This Was Just Your Life' che apre l’album lo fa in maniera emozionante. 'The End Of The Line' ci riporta a 'Creeping Death' da (…And Justice for All) e più o meno anche tutto quello che segue: 'Broken Beat And Scarred', 'The Day That Never Comes' e 'All Nightmare Long'.

In definitiva 'Death Magnetic' è il disco della rinascita, che suona a meraviglia e per noi.....questo basta ed avanza.

Track Listings

1. That Was Just Your Life
2. The End Of The Line
3. Broken, Beat & Scarred
4. The Day That Never Comes
5. All Nightmare Long
6. Cyanide
7. The Unforgiven III
8. The Judas Kiss
9. Suicide & Redemption
10. My Apocalypse

Artist: Metallica
Title: Death Magnetic
Genre: Metal
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

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CD Review: Bloc Party - Intimacy























Una nuova marea di sensazioni e riflessioni sulla società in continuoa evoluzione è la spinta lirica del terzo album 'Intimacy' dei Bloc Party.

Un ritorno alle sonorità new wave melodico-ballabili del primo album 'Silent Alarm' con inserimenti di sintetizzatore su ritmiche serrate e crescenti, sono le 11 nuove idee di una band (ora maturata e consapevole dei propri mezzi). Scelte colte di nomi antichi come 'Ares' e 'Mercury' per brani di rock moderno, sono il simbolo della consapevolezza di essere diventati un punto di rirerimento di questo decennio. Ora hanno un suono tutto loro i Bloc Party, suono che tante altre band proveranno ad imitare. 'Trojan Horse' è un concentrato di adrenalina melodica. 'Signs' è il brano morbido che fende l’aria. 'One Moth Off' è new wave carica di elettronica. 'Zephyrus' è estasi corale di un’atmosfera dark-wave.

Se non vi siete mai avvicinati i Bloc Party prima d'ora....bè allora sarà una bella sorpresa!
In uscita il (27 Ottobre 2008)

Track Listings

1. Ares
2. Mercury
3. Halo
4. Biko
5. Trojan Horse
6. Signs
7. One Month Off
8. Zephyrus
9. Talons
10. Better Than Heaven
11. Ion Square

Artist: Bloc Party
Title: Intimacy
Genre: Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di Bloc Party


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sabato 27 settembre 2008

CD Review: The Verve - Forth























'Forth' si può definire senza dubbi; la terza rinascita dei 'The Verve'. L'album del ritorno va ben oltre quanto promesso dal singolo 'Love Is Noise' e si dimostra un disco vitale e motivato da ottime idee. Un lavoro che difficilmente passerà alla storia o nelle top-list degli album top del 2008, ma sicuramente un buon disco.

Questo 'Forth' dimostra quanto Richard Ashcroft nell'economia dei suoi lavori abbia bisogno di Nick McCabe per dare il meglio di sè. Mentre i lavori solisti del frontman sono stati - specialmente gli ultimi due - alquanto discutibili. I 'Verve' quindi sono ancora in grado di tirare fuori degli ottimi pezzi, anche se la loro unica sfida è quella di atrovare il vero successore di quel disco planetario che risulta al nome di (Urban Hymns).

In 'Forth' convivono le due anime della band: una più pop ed immediata che alterna grandi pezzi pop come 'Rather Be', a soluzioni meno ispirate come 'Numbness'. Dall'altra parte invece l'anima più eterea e sofisticata, forse la più interessante, che riesce a stupire con alcuni soluzioni geniali come l'apertura di 'Sit And Wonder' o nella bellissima ballada conclusiva 'Appalachian Springs'.

'Forth' è un disco da ascoltare diverse volte prima di assimilarlo completamente. Ma di certo segna l'ennesima rinascita dei Verve.

Tracklist:

Sit And Wonder
Love Is Noise
Rather Be
Judas
Numbness
I See Houses
Noise Epic
Valium Skies
Columbo
Appalachian Springs


Artist: The Verve
Title: Forth
Genre: Pop Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di The Verve

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Review:
The last time most people in North America saw The Verve, Richard Ashcroft was walking down the street to beautiful strings and shoving people out of the way in the video for “Bittersweet Symphony.” The song, from the band’s most successful album Urban Hymns, was 11 years ago, though, and it wouldn’t be unlikely to suggest that many have forgotten all about the British rock quartet.

The tour for Urban Hymns was a chaotic one, to say the least. Bassist Simon Jones collapsed on stage and a slew of other problems peppered the tour. In April of 1999, after much conjecture, The Verve announced it had split up (again).

Frontman Ashcroft headed into solo project territory and released his debut, Alone With Everybody, in June 2000. Human Conditions (October 2002) and Keys to the World (January 2006) followed and kept Ashcroft in the public eye. Other band members continued on in a variety of side projects and fill-in jobs.

Then, like a bolt from the blue, the band announced a reunion with the original line-up of Ashcroft, guitarist Nick McCabe, bassist Simon Jones, and drummer Peter Salisbury. The plan was to tour in November of 2007 and release an album in 2008. The tour was extremely successful and the band started to release some new songs at various gigs, hinting audiences towards the feel of the new album.

June 23, 2008 saw the official radio premiere of the band’s new single, “Love Is Noise.” The Verve followed up the premiere by closing a knockout set at Glastonbury ‘08 with the track. After a variety of special sessions and gigs with new songs, the band announced the album’s title, Forth, and revealed an August 25, 2008 release date in the UK and an American release for the following day.

And so, with The Verve back to full-time rock-and-roll duty, Forth is upon us.

A sweet and expressive record, Forth is a blend of experimentalism and organization. There are tones of Urban Hymns and the band’s earlier work, with disco beats and light strumming coming together under one beautiful roof. Lots of guaranteed concert tracks highlight the record, with enough anthemic moments to set thousands of hands clapping.

venerdì 26 settembre 2008

CD Review: KEANE - Perfect Symmetry























E' perfetta la simmetria del nuovo album del trio inglese 'KEANE', che con i precedenti due album 'Hopes And Fears' (2004) e 'Under The Iron Sea' (2006) ha venduto più di 8 milioni di cd.

'Perfect Symmetry' rivela attraverso le 11 canzoni, la maturità e la raffinatezza che i KEANE riescono a trasmettere anche al primo ascolto, con melodie perfette, lineari e indimenticabili.

Dal 4 al 11 agosto il singolo ‘Spiralling’ è stato reso disponibile dal sito della band in omaggio ai fans. ‘The Lovers Are Losing’ è invece il primo singolo in radio dai primi di settembre e già entrato nelle playlist radiofoniche di molte radio di gusto – anche senza il supporto di un video, che è comunque in arrivo per fine settembre/inizio ottobre. Riconosciuti come ‘la band senza chitarre’, in questo album i Keane sperimentano e introducono strumenti come la chitarra acustica e il sax.

L’album, il primo che viene prodotto direttamente dalla band stessa è in 2 versioni: standard CD con 11 brani + deluxe Box CD con Bonus DVD di cui il cd contiene un brano in più rispetto alla versione standard. Il dvd contiene il ‘Making of the Album’, un commentario brano per brano, il video di ‘Spiralling’ e tutti i brani dell’album in versione ‘demo’.
L'album sarà pubblicato il (13 Ottobre 2008)

Track Listings

Disc: 1
1. Spiralling
2. The Lovers Are Losing
3. Better Than This
4. You Haven't Told Me Anything
5. Perfect Symmetry
6. You Don't See Me
7. Again & Again
8. Playing Along
9. Pretend That You're Alone
10. Black Burning Heart
11. Love Is The End
12. Splash Screen

Disc: 2
1. Making Of Perfect Symmetry Documentary
2. Track By Track Commentary
3. Spiralling (Alternate Video)
4. Spiralling (Demo)
5. The Lovers Are Losing (Demo)
6. Better Than This (Demo)
7. You Haven't Told Me Anything (Demo)
8. Perfect Symmetry (Demo)
9. You Don't See Me (Demo)
10. Again & Again (Demo)
11. Playing Along (Demo)
12. Pretend That You're Alone (Demo)
13. Black Burning Heart (Demo)
14. Love Is The End (Demo)


Artist: KEANE
Title: Perfect Symmetry
Genre: Pop Rock
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

Testi di KEANE

Official Web Site

CD Review: Calexico - Carried To Dust






















Dopo la bella prova in stile country-pop di 'Garden Ruin', i 'Calexico' tornano alla fusione tex-mex con questo nuovo cd 'Carried To Dust', che li aveva fatti conoscere ed amare già dai tempi di 'The Black Light'.

Come sempre bravi a suonare e a comporre, Burns e Convertino aggiungono con 'Carried To Dust' un nuovo, pregevole episodio alla loro saga di frontiera fra Arizona e Messico. Le coordinate sono ormai note: a una base alternative-mariachi si sovrappone una curiosa metafisicità etnica, percepibile tanto nei momenti intensi (Victor Jara’s Hands, The News About William, House Of Valparaiso con Sam Beam/Iron & Wine) quanto in quelli più ipnotici (Two Silver Trees, Man Made Lake). L'album è stato registrato ai Wavelab Studios in Tuscon, Arizona ,con la produzione di Craig Schumacher, da tempo braccio destro dei due Calexico.

L'’edizione italiana è suggellata dalla bonus track 'Polpo', cantata da un Capossela bravo e risaputo.

Track Listings

1. Victor Jara's Hands
2. Two Silver Trees
3. News About William
4. Sarabande In Pencil Form
5. Writer's Minor Holiday
6. Man Made Lake
7. Inspiracion
8. House Of Valparaiso
9. Slowness
10. Bend To The Road
11. El Gatillo
12. Fractured Air (Tornado Watch)
13. Falling From Sleeves
14. Red Blooms
15. Contention City
16. Polpo (bonus track)

Artist: Calexico
Title: Carried To Dust
Genre: Tex Mex
Release Year: 2008
Type: New Release
Audio: CD

giovedì 25 settembre 2008

CD Review: Foreigner - No End in Sight: the Very Best of Foreigner
























I 'Foreigner', pop-rock band anglo-americana, pubblica una ricca doppia raccolta 'No End in Sight: the Very Best of Foreigner' dove del loro meglio non manca proprio niente.

Il vero grande riscontro di pubblico e di vendite i 'Foreigner' lo ottennero veramente come forestieri. Fu oltre oceano infatti che la band di 'Mick Jones' (Chitarra e leader del gruppo) e del cantante 'Lou Gramm' ottennero i più grandi riconoscimenti.

Per i 'Foreigner' si può tranquillamente parlare di (supergruppo!) All'inizio infatti erano molti i musicisti di spicco che con Jones ex 'Spooky Tooth'e Gramm ex 'Black Sheep', formarono l'ossatura della band. L'ex-King Crimson Ian McDonald, Dennis Elliott, Al Greenwood, e Ed Gagliardi.

Dal debutto con l'album 'Foreigner' del 1977, fino all'ultimo 'Mr. Moonlight' i Foreigner hanno saputo mantenere una qualità artistica di alto livello, sfornando ottimi dischi di un rock trasversale che piaceva a tutti, ma che guardava anche alle classifiche, dove anno piazzato negli anni alcune memorabili canzoni; "Feels Like the First Time", "Cold as Ice", all'inizio, e a seguire; "Hot Blooded", "Double Vision", "Blue Morning Blue Day", fino ad arrivare alle top hits anni 80; "Urgent", "Waiting for a Girl Like You", "Juke Box Hero" e alla splendida gospel inspirata ballad "I Want to Know What Love Is", scritta da Jones, ovviamente presente qui.

I Foreigner (perso ultimamente per strada Gramm), sono ancora attivi con concerti in tutto il mondo, documentati dal recente DVD Foreigner - 'Alive and Rockin'.
In uscita il (14 luglio 2008)

Track Listings

Disc: 1
1. Feels Like The First Time (2008 Remastered LP Version
2. Long, Long Way From Home (2008 Remastered Album Version
3. Cold As Ice (2008 Remastered LP Version)
4. Headknocker (2008 Remastered Album Version)
5. Starrider (2008 Remastered LP Version)
6. Double Vision (2008 Remastered LP Version)
7. Blue Morning, Blue Day (2008 Remastered LP Version)
8. Hot Blooded (2008 Remastered LP Version)
9. Dirty White Boy (2008 Remastered LP Version
10. Head Games (2008 Remastered LP Version)
11. Women (2008 Remastered LP Version)
12. Night Life (2008 Remastered LP Version)
13. Break It Up (2008 Remastered LP Version)
14. Juke Box Hero (2008 Remastered LP Version)
15. Urgent (2008 Remastered LP Version)
16. Waiting For A Girl Like You (2008 Remastered LP Version)

Disc: 2
1. I Want To Know What Love Is (2008 Remastered LP Version)
2. Down On Love (2008 Remastered LP Version)
3. Reaction To Action (2008 Remastered LP Version)
4. That Was Yesterday (2008 Remastered LP Version)
5. Say You Will (2008 Remastered LP Version)
6. I Don't Want To Live Without You (2008 Remastered LP Version)
7. Can't Wait (2008 Remastered LP Version)
8. Tooth And Nail (2008 Remastered LP Version )
9. Heart Turns To Stone (2008 Remastered LP Version)
10. Lowdown And Dirty (2008 Remastered LP Version)
11. I'll Fight For You (2008 Remastered LP Version)
12. Until The End Of Time (2008 Remastered LP Version)
13. Say You Will (New Version)
14. Too Late (Album Version)
15. Starrider [Live]
16. Juke Box Hero / Whole Lotta Love [Live]

Artist: Foreigner
Title: No End in Sight: the Very Best of Foreigner
Genre: Pop Rock
Release Year: 2008
Type: Compilation
Audio: CD

Testi di Foreigner

CD Review: B.B.King - One Kind Favor
























Nonostante l'età avanzata (82 anni) e un ritiro dalle scene annunciato ormai da tempo, Mr. 'B.B.King' rimbraccia la sua 'Lucille' e ci regala uno dei miglior album degli ultimi anni 'One Kind Favor'.

Con una band da capogiro alle spalle, (Jim Keltner (John Lennon, Mick Jagger) batteria, Nathan East (Clapton) basso, e M. Dr. John pianoforte), e una serie di classici come 'Sitting On Top Of The World' e 'Midnight Blues', 'I Get So Weary', fanno (per gli amanti del genere) questo album un lavoro imperdibile.

Con 'See That My Grave Is Kept Clean' prima traccia di questo nuovo viaggio nel blues, King transita con tutto il carrozzone dalle parti di New Orleans, imbevendo la musica di magici woodo-groove, e dove la pungente voce e l'inconfondibile vibrato della sua chitarra, contrappunta ogni brano rendendoli finalmente emozionali.

Il Rè rivisita anche John Lee Hooker con 'Blues Before Sunrise', dove si sente una ritrova vecchia passione da tempo sopita. La produzione è naturalmente nelle mani del maestro T Bone Burnett, il cui tocco magico si eleva sempre più in alto ad ogni lavoro.
In uscita il (29 Settembre 2008)

Track Listings

1. See That My Grave Is Kept Clean
2. I Get So Weary
3. Get These Blues Off Me
4. How Many More Years
5. Waiting For Your Call
6. My Love Is Down
7. The World Is Gone Wrong
8. Blues Before Sunrise
9. Midnight Blues
10. Backwater Blues
11. Sitting On Top Of The World
12. Tomorrow Night

Artist: B.B. King
Title: One Kind Favor
Genre: Blues
Release Year: 2008
Type: New release
Audio: CD

Review:
A cartoon in The New Yorker has a doctor telling a nattily dressed but solemn and elderly, black guitarist: "You have a case of the blues, Mississippi Red.
Fortunately, it is treatable with women, Cadillacs and big diamond rings."

Stereotypes? In the blues, recurring motifs are almost as rife as in country and western music, so what do you get when BB King says he wants to return to the old blues tracks that influenced his early days? And at 83 years old, are his voice and guitar-playing going to cut it anymore? With Nathan East on bass, Jim Keltner on drums and Dr John on keyboards, one might expect a polished backing group, especially when combined with a trademark T-Bone Burnett production giving clarity to the individual elements.

On “See That My Grave is Kept Clean”, King’s appropriately drowsy voice is underpinned by an infectious New Orleans beat that is reminiscent of Champion Jack Dupree. His singing in “I Get So Weary” is as gravelly as the grumbling sax behind it and Dr John shines again on this track. King can still conjure some fiery fretwork too, mixing characteristically sharp picking with perfectly measured, rough chords over a propulsive bass line in “Midnight Blues”. HIs take on “Sitting on Top of the World” is not as commanding as Howlin’ Wolf’s growling version, but it is a pleasure to hear.

King sticks to his dominant style of alternate singing and guitar phrases throughout, suggesting the call and response format of traditional blues.
Clearly, he no longer plays with the fluidity or dynamics evident on his 1998 album, Blues on the Bayou (also touted as a return to his roots), but he was then just a baby of 73. If there are moments now when the fretwork is less energetic and occasionally halting, he can still mount a crisp and stinging attack, as in “Waiting for Your Call”.

One Kind Favor is not merely a nostalgia trip into the world of "women, Cadillacs and big diamond rings", but a dignified and entertaining statement.
Though it’s a cliché to say that an album rewards repeated listening, that’s exactly the case here. Long may King and Lucille play on. Geffen Records.

CD Review: The Coral - Singles Collection






















The Coral, la band di Hoylake da alle stampe la loro prima raccolta; 'Singles Collection'. Un doppio cd con rare tracce, brani dal vivo e un inedito; 'Being Somebody Else'.

In attesa del nuovo album previsto per la fine del 2008, ecco pubblicato il 15 Settembre, la prima raccolta ufficiale per la band inglese dei 'The Coral'; 'Singles Collection'.

Il progetto prevede un doppio cd con tutti i singoli pubblicati fino ad oggi, rare tracce, brani dal vivo e un inedito; 'Being Somebody Else'.

La raccolta che sarà doppia, oltre ai singoli classici, avrà anche un secondo cd con diversi inediti, qualche b-sides ed alcune registrazioni dal vivo. Nella tracklist un brano inedito; 'Being Somebody Else'. Il doppio cd è stato pubblicato l'8 settembre 2008.

Tracklist

CD1
1. Dreaming of You
2. In the Morning
3. Pass it On (Mp3)
4. Don't Think You're the First
5. Jacqueline
6. Secret Kiss
7. Goodbye
8. Shadows Fall
9. Leizah
10. Who's Gonna Find Me
11. Bill McCai
12. Put The Sun Back
13. Something Inside of Me
14. Being Somebody Else

CD2
1. When All The Birds Have Flown (Roots & Echoes outtake) - prev. unreleased
2. The Golden Bough - new track - prev. unreleased
3. Michael's Song - new track - prev. unreleased
4. Cry of the City - new track - prev. unreleased
5. Everybody's Talking At Me - live from Isle of Man
6. Far from the Crowd - live from Elevator Studios
7. She's Got A Reason - live from Elevator Studios
8. Return Her To Me - outtake from Magic and Medicine - prev. unreleased
9. Monkey to the Moon - outtake from The Invisible Invasion - prev. unreleased
10. It Was Nothing - Help Charity album recording
11. Cobwebs - 8 track demo
12. Simon Diamond - original version
13. Shadows Fall Instrumental
14. Calendars and Clocks demo
15. Seagulls - previously unreleased track recorded in Ian's bedroom - prev. unreleased
16. Dreaming of You demo
17. It's In Your Hands - early demo - prev. unreleased
18. Reward - live at the Queen Liverpool
19. Bye Bye Love - live from the Isle of Man

Artist: The Coral
Title: Singles Collection
Genre: Indie Rock
Release Year: 2008
Type: New release
Audio: CD

Review:
No other band from Britpop's second wave of guitar-bands has produced such an impressive body of work as The Coral, as this superlative compilation ably demonstrates.

In places, their restless desire to explore can lead them into strange musical hybrids, but there's no denying James Skelly's songwriting talents, nor the band's apparently limitless grasp of whatever mode they alight upon. They tackle offbeat organ ska-pop ("Dreaming of You"), folk-rock ("Liezah"), Morricone-esque pop exotica ("Don't Think You're The First"), strident psych-rock ("Goodbye"), haunted western soundscaping ("Shadows Fall"), twangy polka-pop ("Bill McCai"), sweeping orchestral pop (the new single, "Being Somebody Else"), a more original Lennon-McCartney pastiche than any Oasis track ("Jacqueline"), and several songs that conjure the irresistible from the seemingly inconsequential. A bonus disc of mysteries and rarities extends their reach further.

Pick of the album:'In the Morning', 'Pass It On', 'Don't Think You're the First', 'Bill McCai', 'Dreaming of You', 'Being Somebody Else'