venerdì 7 marzo 2008

Van Morrison - Keep It Simple


















Artist: Van Morrison
Title: Keep It Simple
Genre: Rock-soul-blues
Release Year: 2008
Type: New release
Audio: CD

Testi di Van Morrison

Il 2008 vede l'uscita di Keep It Simple, il 35° album, di Van Morrison. Prodotto personalmente, questo è il primo album di nuove canzoni dal 2005. Su questo nuovo disco, Morrison riversa tutta la sua variegate influenze - jazz, folk, blues, Ulster scozzese, country, soul e gospel, dando vita ad un lavoro come sempre subito riconducibile al suo stile, e una serie di canzoni da incorniciare.

Keep It Simple non vanta grandi arrangiamenti, ma come sempre la funzionalità stà nelle canzoni, ricche di emozioni, profondità e bellezza. Van ha viaggiato in lungo e in largo nella musica, portandosi appresso un bagaglio talmente ricco di storie, filosofie e di emozioni che nemmeno i 35 album fino qui realizzati, sono riusciti a contenere, e "l'unico vero genio e la musica irlandese", così come l'ha chiamato Bob Geldof, ha sempre qualcosa di nuovo da raccontare, e questa nuova filosofia, stà riassunta nel titolo del nuovo disco.

Nel 2003 Morrison e stato riconosciuto a New York, come uno dei più importanti cantautori del secolo scorso, e con tale riconoscimento è entrato di diritto nella Hall of Fame.
In uscita (l'11 Marzo 2008)

Track Listings

1. How Can A Poor Boy
2. School Of Hard Knocks
3. That's Entrainment
4. Don't Go To Nightclubs Anymore
5. Lover Come Back
6. Keep It Simple
7. End Of The Land
8. Song Of Home
9. No Thing
10. Soul
11. Behind The Ritual

Testi di Van Morrison

1 commento:

Sacerdote Anal ha detto...

Sono un grandissimo fan di Morrison... Tutti i suoi dischi degli ultimi, diciamo, quindici anni sono nulla più che discreti se rapportati a quello che ci ha regalato nelle decadi precedenti. Cioè: "Down the Road" non è certo male, ma se mi vado ad ascoltare "Common One" mi vien da piangere. Ho sentito qualcosa di questo Keep it Simple.

Per adesso posso dire questo:

a) bene agli arrangiamenti più sobri;

b) le canzoni sembrano abbastanza buone a livello compositivo;

c) lui con la voce comincia ad avere serie difficoltà ma pretende sempre di cantare alla stessa maniera, e questo è un male;

d) i testi (si possono leggere sul sito) sono per lo più penosi come lo sono stati da almeno dieci anni a questa parte: Morrison li improvvisa lì per lì davanti al microfono, facendo delle rime idiote ed autocitando in continuazione vecchi suoi versi.

Considerando che stiamo parlando di un genio, non è una buona prospettiva. Spero di ricredermi ad un ascolto più ponderato quando il disco uscirà in Italia: domani.

p.s.

bel blog.

Ciaooooooooo